Tenendo questo numero tra le mani, sfogliandolo, leggendolo, potrebbe sembrare che tutt’a un tratto siamo cambiatə, da un giorno a un altro abbiamo rovesciato ogni cosa, mettendo grandi X rosse su quelle parole che non ci piacevano, su quel nome altisonante che ripetevamo per presentarci: La Gazzetta Letteraria…
E invece, a guardare più da vicino, la genesi del mutamento è molto più chiara, essa si dispiega in un percorso maturato nel corso di mesi, di anni, che ha impiegato il suo tempo a costruirsi da sé, e che ad oggi cercava solamente un nome.
È così che abbiamo preso la decisione di cambiare tutto – tra una birra alla spina ed una riunione online nel mezzo d’agosto ci siamo accorti che nessunə di noi aveva idea di quale fosse la strada che c’eravamo costruitə: dopo un anno di cambiamenti epocali (le prime presentazioni in libreria, i cineforum che riempivano la sala, la redazione sempre più attiva e presente) la felicità della crescita lasciava sempre più spazio al dubbio del futuro. Noi, ragazzə che finivano la scuola e cercavano a tentoni il loro spazio nel mondo (e lo stiamo ancora cercando), non potevamo che chiederci, con quell’adrenalina mista a paura:
quali saranno le sorti de La Gazzetta Letteraria nei prossimi mesi?
da note a margine – numero di dicembre. continua nel numero

copertina di Mario conte e alessio castaldi

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